La tua cantina in tasca: cosa possiedi, dove riposa, quanto vale. E per ogni vino la cosa che nessun foglio di calcolo ti dice, cioè quando dà il suo meglio.
Bastano una mail e una password. Nessuno store da attraversare.
Nome, produttore, annata, denominazione, zona: li legge l'app dall'etichetta. Ogni campo resta tuo, quello che l'intelligenza artificiale sbaglia lo correggi, e la tua parola vince sempre.
Per ogni vino My Cellar stima gli anni in cui vale la pena aprirlo, e ti dice a che punto è arrivato. Tiene conto anche di come conservi le bottiglie: una cantinetta refrigerata e un mobile in casa non fanno maturare allo stesso modo.
È una funzione in beta e non sempre affidabile: prendila come un suggerimento, non come una certezza. Quando non trova una finestra dichiarata non se la inventa, te la lascia impostare.
Il sommelier non consiglia vini che non hai: guarda la tua cantina, propone due bottiglie e dice perché quelle. Se una convince, la scheda si apre da lì.
“Cosa apro stasera con un brasato?”
Si apre in cantina, dove il telefono non prende. Quello che scrivi lì resta scritto e parte da solo quando la linea torna.
Il valore della collezione, come si divide per tipologia e per regione, quante bottiglie chiedono di essere aperte. Ogni numero è un filtro: lo tocchi e la cantina si apre già filtrata.
Apri il sito dal telefono e aggiungilo alla schermata Home: da lì in poi si comporta come un'applicazione vera, icona compresa, e si apre anche senza rete.